Buon Giorno A tutti!


Salve a tutti, mi chiamo Marco Provolo e vengo da Verona , prossimamente inizierò a postare argomenti riguardanti il Mondo dei Manga. Il titolo del mio blog " Il Tempio di Saga " richiama Gemini , un personaggio del fumetto i cavallieri dello zodiaco che abita per l'appunto al Tempio di Saga.
I manga e gli anime sono rispettivamente i fumetti e i cartoni animati importati dal Giappone. Iniziarono a fare la loro comparsa nel mercato italiano negli anni sessanta, anni di boom economico dove l’Italia ha conosciuto una rapida crescita e benessere economico, da allora diventarono parte integrante del pacchetto di intrattenimento per bambini e adolescenti italiani. Ma cosa sono di preciso i manga? E per quale motivo riscuotono un successo sempre maggiore nella nostra nazione? E con quale metodo venivano e vengono scelti tutt’oggi i manga e gli anime da importare in Italia? Questi quesiti sono stati scarsamente approfonditi dagli studiosi italiani perché sono stati considerati in maniera superficiale poco rilevanti. A mio avviso risulta essere una tematica molto interessante, considerando la sempre maggiore fetta di mercato che questi prodotti riescono a ottenere anche in una situazione di crisi economica come quella che stiamo vivendo oggi.

lunedì 9 febbraio 2009

Le origini della parola manga

Manga: man=strano,ga=disegno. Benché nella lingua giapponese indichi il fumetto in generale, in Italia viene generalmente usato per indicare fumetti di sola provenienza giapponese. Alla lettera significa “immagine divertente” o “immagine in movimento”. Nel paese nipponico la regola è specificare l’origine del fumetti, se stranieri/importati. Quelli provenienti dall’Italia per esempio, verrebbero chiamati “Italia no manga” letteralmente “manga italiani”. I manga hanno in Giappone un ruolo fondamentale e importante, sono considerati un mezzo espressivo alla pari di libri o film. In Italia il termine manga è per lo più utilizzato per indicare i soli fumetti di provenienza giapponese.La parola manga fu utilizzata per la prima volta da Katsushika Hokusai per dare il titolo ad una sua raccolta di disegni e schizzi.

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